lunedì 10 ottobre 2022

Le corbeau et le Renard

Maître Corbeau, sur un arbre perché

Tenait en son bec un fromage
Maître Renard, par l'odeur alléché
Lui tint à peu près ce langage
"Hé, bonjour, Monsieur du Corbeau
Que vous êtes joli, que vous me semblez beau
Sans mentir, si votre ramage
Se rapporte à votre plumage
Vous êtes le Phénix des hôtes de ces bois
À ces mots, le Corbeau ne se sent pas de joie
Et pour montrer sa belle voix
Il ouvre un large bec, très large bec, laisse tomber sa proie
 

Le Renard s'en saisit, et dit
"Mon bon Monsieur, apprenez que tout flatteur

Vit aux dépens de celui qui l'écoute
Cette leçon vaut bien un fromage, sans doute
Le Corbeau, honteux et confus
Jura, mais un peu tard, qu'on ne l'y prendrait plus


Testi di Jean de La Fontaine




 

sabato 1 ottobre 2022

Un muto colloquio

Nelle lunghe passeggiate estive al

 

ridosso del mare, una chiesa

attirò la mia attenzione, il suono

di un organo mi invitò ad entrare.


Lui, appeso alla Croce mi sorrise

Ti aspettavo... poi mi disse, mi

inginocchiai ai suoi piedi e le

chiesi perdono mentre l'organo

ancora suonava.


Le chiesi perdono per gli esseri

umani senza Dio, per le guerre nel

mondo e per la fame, per i bambini

indifesi e trucidati, Lui mi sorrise!


Stetti zitto e continuai a pregare,

mentre sollevavo lo sguardo ogni

tanto, dimenticai ciò che mi porto

dentro e ricordai il suo atroce e

ancora vivo dolore.


Lotta Giuseppe R.



La Tua Immagine

Dimenticare il nostro vissuto,    non posso,

--ti amo ancora.

Dimenticare il tuo corpo, il tuo

sorriso, la tua voce, non posso!

--Ti amo come allora!


Nella mia disperazione, urlo

il tuo nome, e quando scende

la notte la desolazione della

Tua assenza.


L'inverno é alle porte e la stanza

è quasi fredda senza il Tuo calore,

sprofonderò sotto le coperte per

non morire di freddo.


Riscaldami, dal luogo incantato con

il Tuo pensiero, lo so sei nascosta

alla mia vista ma comunichiamo con

i nostri ricordi.


Lotta Giuseppe R.


 

Incubo Notturno

Circondato dal mare mi ritrovai    
sull'Isola tempestata dalle onde in balìa da mille tempeste.


Nessun segno di vita, ero solo con

la mia fede e la preghiera continua.

All'orizzonte nessuna nave ma onde

gigantesche da far paura.


Il vento e la pioggia erano i compagni

silenti delle mie triste giornate nessun 

riparo per affrontare la tempesta.


Il pianto era continuo e le lacrime

mescolate alla pioggia creavano

un'unica sorgente, l'incubo di questo

sogno mi svegliò di soprassalto con

gli occhi ancora umidi.

 

Lotta Giuseppe R-