domenica 18 gennaio 2026

Ragazzo di ieri

Ero giovane, felice, spensierato.

Non un’ombra sfiorava la mia mente,correvo sui verdi prati,
la radura odorava di sole e di vento,
il grano appena falciato
carezzava i miei piedi nudi.

Non conoscevo dolore,
non temevo il domani,
il mio corpo era un tempio,
un dono mi credevo eterno.

Ora mi specchio,
vedo un volto che il tempo ha toccato, un corpo che non risponde più al mio desiderio.

Eppure dentro, si, dentro il ragazz corre ancora, ride, non sente fatica, e nel suo passo io ritrovo me stesso,

Lotta Giuseppe Roberto

Gelido tramonto

Il sole scende lentodietro la collina,

il buio avvolge piano le mie spalle.

Le luci delle case, una a una, si accendono,
mentre i pedoni frettolosi
rientrano nei loro appartamenti.


Siamo nel mese di gennaio, è l'inverno.


Il freddo è molto rigido, taglia il respiro, 

la mia comoda e calda poltrona mi aspetta.

Cammino lentamente verso casa,
già immagino il tepore
che saprà accogliermi
come un abbraccio silenzioso.

Lotta Giuseppe Roberto


venerdì 2 gennaio 2026

Futuro

Oggi il sole splende.

Natale è passato da un giorno,
i ricordi scivolano sono come unflusso di pensieri che scorrono senza fermarsi, intimi e riflessivi.

.
Nei prossimi giorni il futuro è diverso, la vita sorride piano e continua il suo cammino e i pensieri si disperdono, non guardi più ciò che hai perso sono come ombre che fanno male, lasci i ricordi alle spalle. Ormai la vita va avanti.

Lotta Giuseppe Roberto



Ho visto

Oggi il sole splende sulla piazza,
l’aria è chiara, il cielo aperto.

Ho visto un senzatetto soffrire,
l’ho visto chiedere l’elemosina.

Non aveva nulla da mangiare.

Scarpe rotte, vestiti stracciati
Esposto al freddo,
inerme davanti al mondo.

Era lì egli chiede poco quasi si vergogna, chiede solo di essere visto.

Lacrime scendevano lente
dalle sue guance stanche  allungai la mano per farle una carezza, un gesto piccolo, incredibile Lui sorrise, e con quel sorriso mi ringraziò.

Ma tornando a casa portai con me un peso nel cuore: il volto triste di un barbone che il mondo continua a non vedere

Lotta Giuseppe Roberto






 


giovedì 1 gennaio 2026

L'estate Che Eri Tu

Ricordo il mare, e la tua voce dentro il vento,

leggera come un sogno.

Il sole ci scaldava mentre il tempo piano, piano trascorreva, e io credevo che l’amore non potesse  mai finire.

Ridevamo di niente, e il mondo era nostro, sulla  sabbia i nostri nomi, sulla pelle la salsedine.

Ogni tanto torno su quella spiaggia, il mare è lo stesso  che al mattino ci trovava ancora sdraiati sulla sabbia.

Ora vedo il tuo viso che vive nel riflesso dell'acqua e  l'onda che mi sussurra

per sempre”

Lotta Giuseppe Roberto




Fermarmi Ad Aspettare

Come vorrei fermare il tempo che passa.

Lo fermerei nel tempo della spensierata felicità,
nel tempo della giovinezza,
nei miei primi sei anni di vita.

Immaginare il mio mondo futuro, costruttivo, con l’orgoglio di essere piccolo e grande allo stesso tempo,
tra nuove e fantastiche scoperte.

Come vorrei fermare il tempo sui miei compleanni, immaginare di essere sempre più grande, ogni volta che spegnevo le candeline: l’esultanza di gioia nel vedere il mio corpo da adulto, proiettato nella mia vita.

Come vorrei fermare il tempo che corre inesorabilmente, fermarmi e attendere, seduto su una sedia, e ricominciare di nuovo dai miei primi anni di vita.

Lotta Giuseppe Roberto

Donna Misteriosa

Ti ho sognata in una lunga notte d'inverno,

di colpo mi destai ed ero tutto sudato, tremavo ancora per l'incubo subito e con quelle apparenze reali.

Ti ho sognata pallida in viso e di nero vestita ti allontanavi singhiozzando salutandomi  con un cenno della mano e triste in viso mi guardavi.

Di colpo mi sedette sul letto e le immagini proiettati dalla mia visione non accennavano ad andarsene. Sprofondai sotto le coperte purché l'immagine potesse svanire.

Chi eri, ? tu!! che mi svegliasti nel pieno della notte, chi eri ? tu!! donna misteriosa del mio incubo, che giocavi!!!! fermati.... allontanati dalla mia visione.

Lotta Giuseppe Roberto.



Assenza

È un brutto Natale senza di te,
le luci brillano, ma manca la tua presenza.

La tua partenza ha spezzato i miei piani futuri con te, lasciando silenzio dove c’era vita.

La tavola è apparecchiata, ma manca la tua voce, manca quel “tutto pronto” che dava senso a ogni cosa.

Sono passati anni ormai, eppure il tempo non ha cancellato quel posto vuoto accanto a me.

Ho imparato ad andare avanti, sì, ma non a dimenticare.

Ogni Natale ritorna il pensiero,
tu non sei più qui,:ma resti in tutto ciò che sono .

Lotta Giuseppe Roberto












Prima Comunione

Il giorno della mia Prima Comunione               

è stato il dono più grande della mia vita.
In silenzio, con il cuore aperto,
ho accolto il Signore dentro di me,
come luce che entra e resta.


Accanto a me c’era mia madre,
presenza dolce, guida silenziosa,
e in quella chiesa raccolta
non ero solo:

Dio camminava con me.


Mentre altri mi attendevano lontano,
in una casa vicino al mare,
io vivevo l’istante più vero,
quello che non passa
e rimane nel cuore per sempre.


Poi la festa, le voci, la gioia condivisa,
gli sguardi colmi d’amore,
ma il ricordo più grande
resta quel momento sacro,
quando il cielo ha toccato la mia vita.


Quel giorno è stato il primo,
il più bello,
il giorno della mia Prima Comunione,
un ricordo felice
che porto dentro,
oggi e per sempre.

Lotta Giuseppe Roberto