giovedì 9 ottobre 2025

Radici e Ali

 Il viaggio di una vita tra Tunisia e Italia


 



Il viaggio di una vita tra Tunisia e Italia
Giuseppe Roberto Lotta
Mi chiamo Giuseppe Roberto Lotta e la mia storia nasce tra i colori caldi e i profumi della
Tunisia, la terra che mi ha dato la vita e i primi sogni. Lì ho trascorso la mia infanzia, tra
sorrisi, giochi e momenti che porto ancora nel cuore.
Avevo solo 15 anni quando la mia vita cambiò completamente: con la mia famiglia
lasciammo la nostra casa e tutto quello che conoscevamo per trasferirci in Italia. Era una
scelta difficile, piena di paure ma anche di speranza. Ricordo la confusione di quei giorni:
tutto era nuovo, diverso, e io non sapevo bene cosa mi aspettasse.


In Italia ho iniziato a lavorare presto. Ho imparato il mestiere di meccanico, e col tempo
sono diventato bravo con le mani, riparando motori e macchine. Non è stato facile:
c’erano sacrifici, giorni di stanchezza, ma ogni volta che riuscivo a sistemare qualcosa,
sentivo di costruire un pezzetto del mio futuro.


Poi è arrivato uno dei momenti più belli della mia vita: ho incontrato l’amore. Con mia
moglie abbiamo sognato insieme una famiglia, ma non una famiglia qualsiasi. Il nostro
desiderio era donare amore a chi non aveva avuto la fortuna di riceverlo.


Così abbiamo adottato due bambini grazie all’opera di Madre Teresa di Calcutta e accolto
due fratelli in affido. La nostra casa si è riempita di risate, di pianti, di corse tra le stanze, di
abbracci che scaldavano il cuore. Non eravamo legati dal sangue, ma dall’amore: e questo
è il legame più forte che esista.


Poi, all’improvviso, la vita mi ha messo davanti a una prova che non avrei mai voluto
affrontare: ho perso mia moglie. È stato come se il mondo si fermasse. Il dolore era così
grande che non riuscivo nemmeno a respirare. Ma poi ho guardato negli occhi i miei figli,
che avevano ancora bisogno di me, e ho capito che dovevo trovare la forza di andare avanti.
Ho promesso a lei, e a me stesso, che avrei continuato a crescere quei ragazzi con amore,
proteggendoli e guidandoli, anche se avrei camminato da solo.


Da quel giorno non mi sono più sposato. Ho scelto di dedicare tutta la mia vita a chi amavo
e a chi aveva bisogno. Negli anni, oltre a occuparmi della mia famiglia, ho deciso di dare
una parte di me anche agli altri, impegnandomi nel volontariato. Ho conosciuto tante
persone in difficoltà, e in ogni sguardo, in ogni mano stretta, ho ritrovato un senso più
profondo della vita. Aiutare gli altri mi ha fatto sentire utile, e mi ha permesso di restituire
un po’ di bene al mondo.


Oggi ho 78 anni. Voi due, i miei splendidi nipoti ̶ uno di 8 anni e una di 14 ̶ siete la
mia gioia più grande. Quando vi guardo, rivedo in voi la speranza, la curiosità e la forza
che hanno sempre guidato il nostro cammino. Sapere che porto dentro di me una storia che,
in qualche modo, continuerà attraverso di voi, mi riempie di gratitudine.


Guardando indietro, vedo una vita fatta di radici e ali: - Le radici che affondano nella
Tunisia, la terra che mi ha insegnato l’importanza della famiglia e delle tradizioni. - Le ali
che ho trovato in Italia, dove ho costruito la mia casa, la mia famiglia e il mio destino.
La mia storia è fatta di gioie e dolori, di sacrifici e rinascite, ma soprattutto di amore
incondizionato. E se c’è una cosa che voglio lasciarvi, è questa: la vera ricchezza di un
uomo non si misura da quello che possiede, ma da quante persone ha saputo amare,
proteggere e aiutare.
Cari nipoti, quando un giorno sarete grandi e vi troverete di fronte alle sfide della vita,
ricordatevi di questo: non conta quanto sia difficile il cammino, conta quanto amore
riuscite a mettere in ogni passo che fate.


Giuseppe Roberto Lotta



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