Sono nato così con tanti sogni, appesi alle palpebre come la stelle prima dell'alba, piccoli fuochi che non sapevano ancora bruciare.
Il tempo è passato in silenzio e ogni anno mi ha riportato indietro con una conferma: quello che sognavo non era vano.
Sono cresciuto in una culla infrangibile, non fatta di legno, ma di mani che non mi hanno mai lasciato.
Mi hanno riempito dì amore fino a quando non ho imparato a riconoscerlo anche nel silenzio.
Ora ricordo tutta la vita, non come un elenco di date ma come un lungo respiro dove ogni parola trova il suo posto.
È così che si diventa grande tenendo i sogni nel tempo con l'amore che li ha resi possibile.
Lotta Giuseppe Roberto






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