Il viaggio di
una vita tra Tunisia e Italia
Il viaggio di una vita tra
Tunisia e Italia
Giuseppe Roberto Lotta
Mi chiamo Giuseppe
Roberto Lotta e la mia storia nasce tra i colori caldi e i profumi
della
Tunisia, la terra che mi ha dato la vita e i primi sogni. Lì
ho trascorso la mia infanzia, tra
sorrisi, giochi e momenti che
porto ancora nel cuore.
Avevo solo 15 anni quando la mia vita
cambiò completamente: con la mia famiglia
lasciammo la nostra
casa e tutto quello che conoscevamo per trasferirci in Italia. Era
una
scelta difficile, piena di paure ma anche di speranza. Ricordo
la confusione di quei giorni:
tutto era nuovo, diverso, e io non
sapevo bene cosa mi aspettasse.
In Italia ho iniziato a lavorare
presto. Ho imparato il mestiere di meccanico, e col tempo
sono
diventato bravo con le mani, riparando motori e macchine. Non è
stato facile:
c’erano sacrifici, giorni di stanchezza, ma ogni
volta che riuscivo a sistemare qualcosa,
sentivo di costruire un
pezzetto del mio futuro.
Poi è arrivato uno dei momenti più
belli della mia vita: ho incontrato l’amore. Con mia
moglie
abbiamo sognato insieme una famiglia, ma non una famiglia qualsiasi.
Il nostro
desiderio era donare amore a chi non aveva avuto la
fortuna di riceverlo.
Così abbiamo adottato due bambini grazie
all’opera di Madre Teresa di Calcutta e accolto
due fratelli in
affido. La nostra casa si è riempita di risate, di pianti, di corse
tra le stanze, di
abbracci che scaldavano il cuore. Non eravamo
legati dal sangue, ma dall’amore: e questo
è il legame più
forte che esista.
Poi, all’improvviso, la vita mi ha messo
davanti a una prova che non avrei mai voluto
affrontare: ho perso
mia moglie. È stato come se il mondo si fermasse. Il dolore era
così
grande che non riuscivo nemmeno a respirare. Ma poi ho
guardato negli occhi i miei figli,
che avevano ancora bisogno di
me, e ho capito che dovevo trovare la forza di andare avanti.
Ho
promesso a lei, e a me stesso, che avrei continuato a crescere quei
ragazzi con amore,
proteggendoli e guidandoli, anche se avrei
camminato da solo.
Da quel giorno non mi sono più sposato. Ho
scelto di dedicare tutta la mia vita a chi amavo
e a chi aveva
bisogno. Negli anni, oltre a occuparmi della mia famiglia, ho deciso
di dare
una parte di me anche agli altri, impegnandomi nel
volontariato. Ho conosciuto tante
persone in difficoltà, e in
ogni sguardo, in ogni mano stretta, ho ritrovato un senso
più
profondo della vita. Aiutare gli altri mi ha fatto sentire
utile, e mi ha permesso di restituire
un po’ di bene al
mondo.
Oggi ho 78 anni. Voi due, i miei splendidi nipoti ̶ uno di
8 anni e una di 14 ̶ siete la
mia gioia più grande. Quando vi
guardo, rivedo in voi la speranza, la curiosità e la forza
che
hanno sempre guidato il nostro cammino. Sapere che porto dentro di me
una storia che,
in qualche modo, continuerà attraverso di voi, mi
riempie di gratitudine.
Guardando indietro, vedo una vita fatta di
radici e ali: - Le radici che affondano nella
Tunisia, la terra
che mi ha insegnato l’importanza della famiglia e delle tradizioni.
- Le ali
che ho trovato in Italia, dove ho costruito la mia casa,
la mia famiglia e il mio destino.
La mia storia è fatta di gioie
e dolori, di sacrifici e rinascite, ma soprattutto di
amore
incondizionato. E se c’è una cosa che voglio lasciarvi, è
questa: la vera ricchezza di un
uomo non si misura da quello che
possiede, ma da quante persone ha saputo amare,
proteggere e
aiutare.
Cari nipoti, quando un giorno sarete grandi e vi
troverete di fronte alle sfide della vita,
ricordatevi di questo:
non conta quanto sia difficile il cammino, conta quanto
amore
riuscite a mettere in ogni passo che fate.
Giuseppe Roberto Lotta